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Più volte, da quando è stato creato il brand C. in C., la domanda più ricorrente riguarda la sua mission e se abbia o meno come primaria finalità la produzione di beni alimentari e non con la forma stellata della Cittadella di Alessandria, come se il fine fosse aggiungere una insignificante forma alla serie più o meno estesa di banalità in vendita.
Se così fosse stato, avremmo semplicemente proposto una superficiale e banale cosmesi dei prodotti esistenti che non avrebbero aggiunto nulla alla scontata ovvietà corrente.
Abbiamo voluto mirare ad un obiettivo più ambizioso, capace di generare una IDENTITA’ del luogo, Alessandria appunto, attraverso l’individuazione di un simbolo che autorevolmente connotasse con forte personalità un territorio: come, si perdoni l’iperbole, il Colosseo riconduce a Roma, la Mole a Torino, San Marco a Venezia, La Torre Pendente a Pisa ecc
Collegamenti ideali che hanno permesso al marketing del turismo di porre a confronto regioni, provincie, comprensori montani, riviere marittime, fluviali ( il Brenta ad es. ) e mettere in concorrenza, all’interno delle stesse Regioni aree limitrofe o confinanti come Langhe e Monferrato, Lomellina e Oltrepò Pavese, il Cadore e la Val Pusteria…In simil contesto il silenzio alessandrino è assordante.
Alessandria ricorda la Borsalino del ‘900, la bicicletta, l’argento e la calzatura e forse sarebbe venuto il momento di darle una identità degna del 3° Millennio, un simbolo inossidabile che, nell’immaginario collettivo, la rappresenti da qui al futuro: non manca la risorsa di livello europeo. Certo non ha la notorietà della Torre di Pisa, del Vesuvio, del ponte dei Sospiri o della Mole Antonelliana, ma abbiamo la Cittadella, UDITE UDITE, inscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’ Umanità UNESCO e fra le prime cinque opere architettoniche del genere in Europa; eccellente per grandezza , bellezza e, nonostante tutto, per stato di conservazione. Sebbene malandata e bisognosa di restauri, ci sarebbe di che esserne orgogliosi, a maggior ragione se le amministrazioni pubbliche sapessero valorizzarla, stimandola una preziosa risorsa turistica generante benessere per i cittadini. C’é qualcos’altro che consenta al territorio di assurgere agli onori della cronaca a livello internazionale ?
Ecco il perché i prodotti che evocano con la loro forma la Cittadella faranno la loro parte per farla conoscere, per stimolare il turismo ed infine ma non insignificante, per promuovere economicamente la produttività del territorio che male non fa. Lo abbiamo già visto in passato, quando la nutrita presenza dei militari contribuiva allo sviluppo della città.
Roberto Franza