IL BUON SENSO PROPONE: lettera aperta a chi crede che l’unione faccia la forza

In questi giorni giungono a “Cittadella in Cucina” segnalazioni ed interrogativi da parte degli iscritti all’iniziativa, amici, conoscenti e non circa l’attività di una nota azienda locale che ha messo sul mercato un prodotto dolciario che evoca, interpretandola, la forma del nostro monumento cittadino, celebre a livello europeo, inscritta nella lista dei Beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Si precisa che la nota azienda venne informata, fra le prime, del progetto tempo fa tutelato.

Già il fatto che, da una parte, un operatore locale, non ancora iscritto e tutelato dall’ egida del nostro brand “Cittadella in Cucina”, abbia visto nella forma iconica della fortezza sabauda, una occasione commerciale di lucro, è un aspetto, se vogliamo, lusinghiero, testimonianza di un desiderio diffusamente partecipato: ovvero, la ricerca di una Identità e di un simbolo che connoti il nostro territorio. Ricerca che non a caso è stata oggetto per lungo tempo (leggasi anni) di studio, progettazione, consulenza, di prove di realizzazione, di test di marketing ecc. ecc. da parte di uno studio di architettura e design che l’ha portata a compimento con la registrazione di un logo-marchio ed il brevetto di uno stampo costato notevole impegno sotto tutti gli aspetti, quello economico incluso.

Tuttavia, dal lato opposto, il fatto lascia un certo disappunto e qualche condiviso rammarico per l’indifferenza nel fare fronte comune, non unendosi agli sforzi di una cordata imprenditoriale di tutto rispetto che ha come primo obiettivo il rilancio dell’Identità alessandrina per lo sviluppo turistico dell’area provinciale, grazie all’attrazione culturale di un monumento europeo patrimonio UNESCO e non solo, enfatizzato dalla seduzione dei nostri prodotti alimentari tipici, sostanzialmente ignoti ai residenti oltre i trenta chilometri di raggio da Alessandria, ma certamente gratificanti per il turista che, per quanto indifferente alla cultura, non sfuggirà, ingolosito, alla italica tipica cucina locale.

Ricordiamo che l’adesione al brand “Cittadella in Cucina” comporta per un imprenditore oculato un investimento, nella pratica, a costo zero, molta condivisione di un tema ideale ( se ci crede) e la venale aspirazione di aggiungere al suo catalogo un nuovo prodotto ricco di ingredienti non edibili come la Storia, l’Architettura, l’orgoglio d’appartenenza…

Questi, riassunti in poche parole, sono i temi ed i valori che sostanziano la mission di “Cittadella in Cucina” ed auspichiamo che, riconsiderati dall’ amministrazione dell’azienda in questione, venga dalla stessa riesaminata la sua indifferente ed insensibile posizione, forte del convincimento che il suo prodotto abbia ulteriore vantaggio commerciale se associato alle iniziative del nostro brand con tutti i servizi annessi e connessi, l’assistenza ed il budget di comunicazione che un fronte locale di operatori provinciali determinato può ottenere dall’attenzione pubblica, per restituirci una identità smarrita che si va progressivamente dissipando con il prevalere di quelle limitrofe concorrenti.

Questo brand vuole dare spazio ad imprenditori che abbiano a cuore l’ IDENTITA’ del territorio, in primis, senza nutrire sentimenti di supposto primato o invidiosa concorrenzialità, né lasciare sfogo a scaltri personalismi: impegno che una attenta regia di Cittadella in Cucina sarà in grado di gestire per dare forza, con gli strumenti adeguati, al brand e a quella imprenditoria locale coesa che si sentirà fiera, un domani, del commento spontaneo del forestiero nell’esclamare: << Alessandria? ah, si!..la città della CITTADELLA!>>

 

P.S. un tempo si sarebbe detto di  Alessandria? ah, si! la città del CAPPELLO, della BICICLETTA, dell’ ARGENTO, della CALZATURA…ma questa è tutta un’altra storia.

 

Cofounders

Roberto Franza | architetto                                                                                               Mariangela Fasciolo | designer

 

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